La Tenuta Zullaro è come un castone, posto su un poggio lievemente digradante verso la valle del Rotaldo,laddove i territori di Camagna, Frassinello e Vignale si incuneano l’un l’altro.

La casa padronale è settecentesca, ma con linee architettoniche sobrie e composte. Gli interni, invece, sono ricercati: il vasto salone, è ornato da un sontuoso camino barocco in marmi policromi, mentre il soffitto a volta è un autentico ricamo, di stucchi, dal quale si stacca un lampadario che è una cascata di scintille ammiccanti. Il pavimento in graniglia è di epoca posteriore e sono infatti ben evidenti i motivi a palmette stile Carlo X (metà 800). Infine, le ricche porte, pure settecentesche, sono sormontate da pregevoli sovraporte dipinte. Circondata la casa, quasi a volerla abbracciare, un parco non troppo esteso, ma plurisecolare.

 

Tutta la zona circostante è di notevole interesse storico. Salendo il dorsale della collina verso occidente, si incontra S.Maria, antico insediamento documentato verso la fine del sec.XIII. Oltre, sorge Lignano, con reliquati di edifici medievali e castello, già feudo dei Cane, ora azienda agricola rinnomata per i suoi vini.

A settentrione, S.Benedetto,che fu priorato dei Benedettini di Cluny, ivi costruito in seguito a donazione del Marchese Oberto e consorte Berta di terre a favore dell’Ordine, fatta il 21 Novembre 1127, custodiva, posta sulla mensa dell’altare della chiesa, una lapide romana, ora perduta, recante una commovente epigrafe sepolcrale.

Tra Camagna e Conzano, poi, venne rinvenuta una moneta di Tiberio, databile dopo il 21 d.C. La zona, quindi, ha anche tracce di romanità.

 

Allora la fantasia vola: come non intravedere, nella piana del Rotaldo, i colori romani che, a partire dal 222 a.C., allorchè ebbe inizio ufficialmente la romanizzazione dell’Italia settentrionale, per strappare le selve, che allora inselvatichivano le nostre zone, disboscano terreni per renderli arabili e li roncano per liberarli dalle radici degli alberi divelti, d’onde il toponimo “Ronco”, che individua il dorsale che s’inerpica, al di là del Rotaldo, verso Camagna?

Queste colline, allora, hanno davvero una storia! E anche Zullaro ha la sua, sebbene non possa prendere le mosse da tempi così remoti. Furono i nobili D’Ancièu de la Bàtie di Chambery ad approdare per primi a Zullaro, prima il padre marchese Eugenio, poi il figlio conte Guglielmo e discendenti, che la tennero fino agli albori del nostro secolo.

Abbiamo aggiunto “più”, perché, per tutti i clienti delle sue carni D.O.C., accogliente, lo era già prima e, oggi, con il suo “la classe non è acqua”, che è eleganza,  raffinatezza e stile, se ne sta qui, quieta e silenziosa, ma sempre maestosa, per accogliere, in persona di Roberta e Gerardo, tutti i suoi amici.

 

 

 

 

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